Prima di cercare nuove persone, hai capito perché le altre non restano?
27.08.2026
Quando una posizione si libera, la reazione più naturale è iniziare subito una nuova ricerca.
Si aggiorna l’annuncio, si scelgono i canali e si organizzano i colloqui. Ma prima di ricominciare, vale la pena fermarsi su una domanda:
Perché la persona precedente ha deciso di andarsene?
Non per cercare un colpevole. Alcune persone cambiano lavoro per motivi personali o per nuove opportunità. Quando però le uscite diventano frequenti, coinvolgono lo stesso reparto o persone particolarmente valide, limitarsi a sostituirle rischia di non risolvere il problema.
Una nuova assunzione non cambia il contesto
Un nuovo collaboratore entrerà negli stessi processi, nelle stesse dinamiche e nella stessa cultura aziendale.
Se alla base delle dimissioni c’erano aspettative poco chiare, carichi di lavoro eccessivi, mancanza di feedback o poche prospettive di crescita, il rischio è che la situazione si ripeta.
L’azienda investirà nuovamente tempo e risorse nella selezione e nell’onboarding, per ritrovarsi magari dopo pochi mesi con la stessa posizione scoperta.
Le dimissioni iniziano spesso molto prima
Quando una persona comunica di voler lasciare l’azienda, la spiegazione ufficiale è spesso semplice: una nuova opportunità, uno stipendio migliore o il desiderio di cambiare.
Dietro quella decisione, però, può esserci un percorso più lungo: incomprensioni mai affrontate, la sensazione di non essere ascoltati, un ruolo diventato diverso da quello concordato o una crescita promessa ma mai realizzata.
Per comprenderlo non basta chiedere “Perché te ne vai?” quando la decisione è già stata presa. Serve ascoltare prima.
Dal singolo caso al quadro generale
Colloqui periodici, feedback strutturati e momenti di confronto aiutano a far emergere le difficoltà quando sono ancora gestibili.
Una singola dimissione può essere un episodio isolato. Più uscite simili, invece, possono indicare un problema ricorrente.
I dati non sostituiscono il dialogo, ma aiutano a capire dove approfondire. Permettono di passare dalle percezioni a un quadro più chiaro e di evitare interventi generici.
Recruiting e retention vanno pensati insieme
Trovare persone valide è importante. Creare le condizioni perché possano lavorare bene e restare nel tempo lo è altrettanto.
La promessa fatta durante la selezione deve trovare continuità nell’onboarding, nella leadership e nella quotidianità aziendale. Quando questa coerenza manca, anche il recruiting più efficace rischia di diventare una continua ricerca di sostituzioni.
Da oltre 25 anni parliamo con candidati, collaboratori e aziende. Con APL® Engagement Analytics aiutiamo le organizzazioni ad ascoltare in modo strutturato i propri collaboratori e a individuare ciò che favorisce motivazione e permanenza.
Perché sostituire una persona può risolvere una posizione vacante.
Capire perché le persone lasciano può evitare che quella posizione si liberi di nuovo.
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